Il pianto dei rami
Caterina Zappia
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Non riesco a pensarti diversa.
E così, vado errante...
mi diverto ad esser foglia
di un ramo d’ulivo.
Non prendo le distanze,
anzi, mi avvicino.
Sento la tua pelle ruvida.
La voce come quella di un gattino.
Le mani di un lago senza luce.
E mi stringo al tuo destino
come fosse un cielo da guardare.
Non riesco a pensarti diversa.
E corro sull’aia
con gli occhi nudi, per vestirmi
di sere dorate.
Il richiamo dall’alto
con la voce spaccata dal sole,
solo per dirmi:
domani si muore
forse in un giorno di pace.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
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zani carlo22 ottobre 2014
Nostalgica commemorazione di una stagione, l'autunno, affascinante per i colori che la natura ci offre preparandoci all'arrivo dell'inverno e che quest'anno quasi dispettoso non si è ancora presentato quasi a far rimpiangere la sua assenza...

