A testa china

Commenti (4)
quante bambine non giocano più con le bambole, la tristezza è che oltre il nostro parlarne non riusciamo a fare altro, capisco che è molto difficile prevenire la violenza ma credo che si potrebbe fare molto di più, molto apprezzata, saluti
Dovremmo proteggere di più, noi madri dovremmo non permettere mai l'abuso ma, succubi anche delle nostre paure è meglio chiudere gli occhi per non vedere... fino al giorno in cui gli occhi colmi di lacrime tracimeranno in un pianto... ma ormai sarà troppo tardi.
lei con le ali rotte ha spalancato gli occhi scuri senza più sogni da sognare. Quanta rabbia dentro ad immaginare tale mostruosità, perché è di un mostro che parliamo, violare l'innocenza, rubarle i sogni... spezzarle le ali. E ciò che di più triste è che accade dentro quelle mura che dovrebbero invece proteggere. Toccanti versi che giungono con l'impeto, difficile rimanere impassibili, difficile controllare la collera per tali gesti, un destino segnato per sempre.
Una lirica molto densa di sensazioni che arrecano i brividi lungo la schiena. Dolore, paura, anima pestata, un futuro nero, una vita che nel momento di sbocciare viene interrotta da un uomo senza una coscienza, un mostro, un essere volgare che rivolge la sua inconsistenza umana contro un fiore in fase di crescita. Una lirica molto bella, sia per espressioni poetiche e sia per la delicatezza del linguaggio con cui è stata composta, mi complimento con l'autrice per aver coinvolto tutti i lettori in questa lirica di notevole interesse e validità culturale. Un plauso personale.


