Avalon
Stefania Siani
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Risale piano il ripido pendio,
il sole tra i capelli, il tumulto nel cuore.
In cima dove la nebbia si dirada,
dove il sole brucia la pelle,
dove il vento ferisce la carne.
E’ li che l’attende.
Corsi d’ acqua intonano arcane melodie,
accompagnate dal vibrare del vento tra le foglie.
Intreccio di rami, groviglio di pensieri.
Fondersi di corpi tra le antiche pietre
scalfite dal tempo che inesorabile scorre
portando via con se attimi rubati alla quotidiana vita.
Oltre le nebbie ai piedi del castello giacciono, ora, gli amanti.
Gelosamente, la nebbia, da secoli, custodisce,
ciò che il forestiero guarda e che non potrà mai vedere.
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L'autore
Stefania Siani
Commenti (1)
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zani carlo29 ottobre 2014
Avalon... re Artu'...i cavalieri... che bei tempi e luoghi... li adoro... sentimenti puri e l'onore... tutti caratteri smarriti nella storia e di quella fantasia meravigliosa ora rimane solo il ricordo. Ma qualcuno non si arrende... complimenti.

