Poesia obbligata
Cosa vuoi sentirmi dire,
che sono pentito?
Che mi sono fatto calpestare dal tempo
che ho succhiato il nettare dalla luna
abbeverandomi dalla luce delle stelle?
Cosa vuoi sentire dalla mia bocca
che mi sono fatto rapire
egoisticamente
corpo e mente
dal vento e dalle carezze
di angeli camuffati da fate?
Il più delle volte
ho rischiato di affogare
nelle pozzanghere formate
dalla pioggia delle mie malinconie
e molte volte ho cercato di fuggire
per cercare il punto d’unione
del corpo e dello spirito
in quel posto infinito
dove nidifica il silenzio.
La poesia mi ha afferrato dal collo
mi ha calpestato e insultato
e poi come unguento
mi ha sanato le ferite
fino a farmi sanguinare sostanza.
Adesso che sono un uomo
ho lasciato il cuore sepolto
in qualche parte nascosto
nella buca delle mie certezze.
Tu cercalo
e bacialo in silenzio
io da questo balcone fiorito
ti guardo e mi commuovo
vivo il momento
come l'eterno soffrire;
poi lascialo marcire
nella terra che non ha riconoscenza.
©
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