Noia esistenziale
Torpido gingillo nella mano assorta
dell’oblio prevarica,
nel lungo giorno d’estate
quando il nulla affonda
nella matrice dell’essere.
Là dove profondamente schiva
giace la volontà che galleggia
nella bolla dell’inerzia totale
mentre il silenzio annulla
l’immagine riflessa
che non vede e non sente.
Molle tormento di vapore sudato
scivola sulla pelle che vegeta
anelando il gelido soffio
di ghiaccio disciolto.
©
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L'autore
Morini Gianfranco
Le sue prime raccolte di poesie (“Riflessi dell’occhio e della mente”,“Scampoli dell’iride” e “Un fiore tra le stoppie”) tendono alla ricerca della perfezione della lingua. In esse l’autore cerca di coglierne la musicalità, il colore, il valore delle espressioni dettate da stati d’animo intensamente vissuti in situaz
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