Carillon
Danza ballerina
sul palco illuminato
nel buio del teatro,
al cospetto del tuo amor.
Lui
in prima fila
solo ed esigente,
ad ammirar sferzante
con altro nella mente.
Volteggi e sorridi
sperando in un consenso,
l'applauso non arriva
riprende
il tuo tormento.
Il cigno è caduto
la morte decretata,
bolle di sapone
la tua dimostrazione.
La musica finisce,
si spengono le note
lacrime cocenti
sul tuo tutù di tulle.
Sei la ballerina
del suo carillon.
©
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L'autore
Manuela Magi
Amo tutto ciò che mi permette di sognare e sogno tutto quello che mi permette di amare. Leggo spesso Neruda e in particolare un poeta sconosciuto che ha scavato nella mia anima fino a trovarne il nucleo dove erano sopite le mie emozioni. Muore la parola appena è pronunciata: così qualcuno dice. Io invece d
Commenti (3)
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Mario Bugli24 giugno 2007
Quanta amarezza in questi bellissimi versi... si legge sentendo la tipica musica del carillon!
C
Camel24 giugno 2007
E' molto triste questa poesia ma mi è piaciuta particolarmente, soprattutto il finale denso di significato e di tristezza come ho detto. Molto bella.
S
Semplicemente Lulù24 giugno 2007
Una commedia ben inscenata con questi versi. Le rime danno un senso di continuità quasi a spezzarne la tragicità, ma il finale stacca troppo presto.
