Isometria

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Leggo voglia di rinnovamento in questa "Isometria", rinnovarsi per vedere la vita da un'altra angolazione, godere di un panorama diverso e accettare alternative nuove. Provarci, almeno. Perché no? La Poetessa però teme che invertendo l'ordine dei fattori il prodotto non cambia. È vero, non muta il prodotto ma se... invece di invertirli i fattori, si provasse a cambiarli?!
Credo che da qualsiasi angolazione si possa guardare la vita, questa con cambierà mai. Un'ottima riflessione che si dovrebbe tenere sempre presente. Pertanto, guardare in faccia la realtà, anche se dura.
Pregevole poesia nella quale Carla svela il suo desiderio di poter cambiare se stessa, forse perché dotata di un carattere difficile? Forse, comunque soffermerei l'attenzione sulle immagini evocate e in special modo nell'ultima strofa: davvero belle ed efficaci per spiegare un essenza che fondamentalmente non può essere cambiata ma solo dissimulata.
Potrebbe anche essere che tu abbia voglia di essere letta come isometria, sicuramente hai le capacità di trasformarti e noi impareremo a leggerti anche in continuo movimento ed evoluzione... l'essere umano ha bisogno di cambiamenti nel percorso che conduciamo... non necessariamente per tutti, ma per le anime che sono sempre alla ricerca del nuovo ... direi sia importante.
Un stupire in movimento non statico ma brillantemente esposto in riflessione poetica.
Quando dentro ci si conosce profondamente in tutte le possibili variabili è talmente naturale considerare senza cercare di cambiare l'ordine delle cose che il proprio comportamento non può essere modificato per ottenere un diverso risultato. Versi dinamici, scattanti, sverniciano e riportano allo stato vergine quello strato profondo che di solito si tende a imbellire ripassandoci sopra tinte su tinte, mentre la nostra Autrice fa l'esatto contrario denuda e offre una verità inconfutabile su di se. Bello restare se stessi fino alla radice.
Qui di staticità proprio non si può parlare, poesia in originale movimento, mi piace quando quest'autrice si addentra in sperimentazioni che lasciano fluire versi di freschezza prorompente, strofa dopo strofa ci si mette alla prova, dentro e fuori se stessi in continua mutazione, pur mantenendo salda la prospettiva interna fulcro che muove l'essere... voglia di stupirsi?...sempre... anche se l'impianto ortogonale frega... la certezza è buttare lo sguardo al solido nucleo, punto di forza per non soccombere mai. Piaciuta tutta.
Un circumnavigare con le prospettive del se nella propria identità, per poi ritrovarsi dopo un accurato processo valutativo sui propri passi, significa che in noi è radicato un carattere, pertanto è vana qualsiasi trasformazione del nostro modo di essere, alla fine ci ritroveremmo sullo stesso binario. Strana giostra quella delle metamorfosi isometriche. Infatti il è un continuo ritrovare se stesso nelle deviazioni del proprio ego, un po' come accade nelle variabili commutative, il risultato non cambia. A volte si vorrebbe cambiare, ma l'essere se stesso è talmente impiantato, che è vana ogni ipotesi di trasformazione.








