Architetto del tuo giovane tempo
ancora poni domande.
Poni domande a me
che più non so darti risposte
ora che questo nostro quotidiano vivere
si è rivelato un'equazione indefinita
non risolta.
Troppo o forse troppo a lungo
mi son compenetrato
in questo inquieto compulsivo esistere
che questo inquieto compulsivo esistere
oggi è misura di realtà
cui più non so porre domande.
Oggi che sulle tue labbra
più non ritrovo
l'innocente sorriso dell'infanzia,
illuso architetto del tuo giovane tempo,
vorrei poter credere
di averti già date quelle risposte
che da me attendevi
e che so non ti verranno
ora che questo mio solipsistico vivere
è intimo spaesamento
che rinuncia a cercar nuove parole.
Mi guardo attorno e ascolto
le confuse grida
di uomini senza voce.
In mondi insondabili d'indifferenza
strenua ansia di vivere li abbraccia.
Forse mai li ha pervasi
sete di conoscere.
Massificato li guida
inconsapevole desiderio di essere
e stordirsi,
selfie di vite immaginate e non vissute.
...e forse loro è la ragione
ed illudersi e stordirsi
è la sola possibile difesa
da opporre alla inconsapevole precarietà
di questo nostro quotidiano esistere.
Credimi.
Calici vuoti sono i miei pensieri
oggi che, consapevole,
interrogo silenzi.
Compagne mi restano
sconfitte illusioni senza tempo.
Consumo giorni tristi.
©
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
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