Preghiera del mendicante
Nemesis Marina Perozzi
507 poesie pubblicate
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Placa,
viandante clemente,
l’arsura
che arrochisce la voce
ai peccatori,
soffocandone il canto
in un gemito d’inutile
preghiera.
Lascia
che il sollievo del miele
scivoli tra le tue dita,
unguento
a chi immobile sta,
nel nitore del porto,
lapidato
dalla folla inferocita
dei rimorsi,
tendendo
la mano all’elemosina
d’uno sguardo,
che trafitto d’amore
gli tolga l’orrore dal cuore.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (2)
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M
Maria Francesca8 dicembre 2014
Una lirica emozionante in cui si sovrappongono la pietà antica e il presente, mi ha colpita la particolare sensibilità di cui è permeata la lirica.
Francesco Rossi9 dicembre 2014
scorrevole verseggiare, una supplica con note poetiche vive simbiotiche con un atteggiamento di viva solidarietà.

