Come un lebbroso
Nemesis Marina Perozzi
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È un groviglio di spine
il palmo della mia mano:
ogni aculeo porta inciso un altro nome
uno sguardo furtivo, un sorriso.
Accostarsi alla fonte d’acqua pura
per raccoglierne la trasparenza
cristallizza i solchi delle mie ferite.
Come un lebbroso percorro il cammino
dell’inquietudine, che non trova
rifugio in cui sostare,
per sciogliersi al calore di un focolare.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Francesco Rossi15 dicembre 2014
La veste straziata dell'anima pare gettata in modo poetico nell'azzurrità salmastra per fatta ricucire di quell'ansare antico d'amore.

