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Introspezione 20 dicembre 2014 · lettura 1 min · 2123 letture

Il Richiamo dell'Abisso

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Tra le tenebre del mare cristallizzo ferite sotto sale che instilla vita Fibrilla afono lo sguardo, prospettiva offuscata da lame di luce riflessa Cerco l’istante del ritorno nel nulla che divora ogni appiglio di spiraglio atteso Annego ma non rinnego questo oscuro oceano in cui mi lascio cullare come embrione senza madre
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Commenti (7)

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Rosafio Giancarlo20 dicembre 2014

Già tutto nei primi tre versi ... in una critica spicciola ed "afona " della prima buia mattina... la morale é: nell'abisso più profondo anche il più freddo... nulla scalda più dell'intima convinzione di salvezza. La speranza si può stritolarla quanto si vuole ...rimane sempre speranza oltre ogni immaginazione. Bella lettura, grazie

piera tola20 dicembre 2014

Il richiamo dell'abisso... Embrione ...tanti significati questi versi ... bella musicale. Quando ancora sei nel profondo ma sei già dentro alla vita ...non si sa ancora se vedrai la luce ... ma sei già amato... e vorresti ritornare a quello stato... senza memoria ma già conosci chi ti protegge... la vita che dona te alla vita ...!

Massimiliano Moresco20 dicembre 2014

Il mare, oscuro e profondo, è una classica metafora dell'inconscio. con consapevolezza non cerca di combattere qualcosa che è tanto grande e tanto antico. Lo accetta per farsene "cullare" anche se è una culla ignota, senza mani senza amore materno. Bella metafora e scritta molto bene.

Catia Dinoni20 dicembre 2014

Lirica che trovo molto profonda e introspettiva, quell'addentrarsi nelle profondità di se stessi consapevoli che l'abisso potrebbe ingoiarci... ma la grande forza di volontà che riusciamo a trovare in noi stessi ci fa galleggiare sugli eventi, è vero che trovarsi in balia delle tempeste interiori può farci temere, ma cercando di seguire il ritmo come fossimo quell'embrione nel suo liquido amniotico ci permette di resistere agli scuotimenti della vita... l'attaccamento alla sopravvivenza deve prevalere, quando si riemergerà la prospettiva assumerà contorni più facili da riconoscere e l'abisso sarà solo un brutto ricordo. Complimenti Bella Poesia.

Giovanni Chianese24 dicembre 2014

Siamo soli negli abissi, quando il nulla circonda, eppure continuiamo a vivere sfidando l'impossibile. Il rinascere dalle profondità è la forza di una volontà che non demorde e che solleva, ogniqualvolta necessario, la speranza. Bella e coinvolgente lirica, complimenti all'autrice.

Antonio Biancolillo27 dicembre 2014

C'è un cielo che guarda e scava tra i riflessi smarriti, circoncisi tra le pieghe dell'anima ... il cuore ha occhi e pulsioni da librare ma ogni gesto e parola affiorano imprecisi... come inadeguati a cogliere una giusta e armoniosa quadratura ... così la carne tramuta in scudo e ogni volontà s'affida a una quella fune in bilico tra l'anima e l'abisso... attesa al richiamo possibile di un altro miraggio, lontano ma vitale e trasparente ... sottile e raffinata introspezione, intimamente apprezzata...

Francesco Rossi4 gennaio 2015

Sono i riflessi dell'interiorità che attingono dal cielo e dal mare a farci precipitare nell'abisso e come non potrebbe essere altrimenti per chi si nutre di forti e importanti propositi il cadere e il rialzarsi diventano un insieme della dinamica della vita in continua espansione e in conflitto con le nostre sensibilità.