Nascita
Paolo Ursaia
1236 poesie pubblicate
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Piange, si agita, l'anima tua,
rinchiusa nel corpo mortale,
non più derviscio nell'immensità.
Consapevole esiliato dall'eterno,
due oboli stringi, in cambio del paradiso:
venire, per poi ripartire;
sorseggerai al calice della fugacità
la sottile malia del tempo.
Scende l'oblio, bontà dell'inizio,
dormi nella nuova animalità.
Non risolverai il problema
dei misteri infiniti;
la vita, soltanto,
è categoria della possibilità.
©
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L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (2)
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M
Mara602 luglio 2007
Bella, profonda poesia. Religiosa, filosofica, spirituale, umana. Bei versi.
Carolina Villani Bidibambina2 luglio 2007
intimamente tristi e razionalmente forti, così leggo i tuoi versi, da condividere per raggiungere l' umana serenità dell'anima...

