Dancing in the Dark
Paride Giangiacomi
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Sento in me
cimitero di carta,
vergati i fogli della storia
col sangue dei vincitori;
fantasma di paura, di negazione
(male in arnese)
urina sui muri:
libertà scolpita
non viene cancellata.
Dancing in the dark.
Del silenzio voglio esser sazio;
il color cangiante
delle sillabe azzurre dell’acqua,
anelo,
piuttosto che
il rosso rutilante più nero
di buio cristallo.
Sento in me
sentieri interrotti dal silenzio,
che conducono
a città di calma.
E musica dimenticata aleggia,
mentre, inconsciamente,
I’m dancing in the dark
©
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (1)
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Sara Acireale11 gennaio 2015
Danzando nel buio della notte si arriva all'alba ma con sofferenza, con fatica. Si arriva alla libertà, dopo avere faticato per conquistarla. Con questa danza purificatrice si può liberare l'anima, rigenerare l'io più profondo

