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Donne 20 gennaio 2015 · lettura 1 min · 6673 letture

Chiaroscuro di Donna ad Oriente

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
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Le acque nere del fiume Yangtze rapirono un bocciolo di loto sospingendolo con forza verso la porta del peccato, la Casa dell’Eterno Splendore. Cortigiana bambina ora il tuo nuovo nome è Yuliang _ Fiore di Giada _ tradita dalla cetra canti rime non tue e tra impudichi ventagli sgualcisci di lacrime il rosso cheongsam di alamari da strappare sotto luce carminia di crudeli lanterne. Il sapore della ciliegia è aspro su labbra violate, il fiore di pesco al suono del liuto non ondeggia più ma come giunco tra i salici ti pieghi al vento avverso dipingendo il riscatto. Inchiostro nelle vene segreta tua sorgente di sole, ideogrammi malinconici d’anima sbocciano su carta di riso, lacrime di poesia colorano tela. Nei giardini di Shangai il fiore di osmanto ricorda ancora il tuo profumo
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Ispirata alla vita della pittrice Pan Yuliang che nei primi decenni del '900 scandalizzò la Cina con i suoi nudi di donna.

L'autore
Carla Colombo
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Commenti (7)

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Catia Dinoni20 gennaio 2015

Mi piace l'incipit che da l'autrice con i suoi versi rendendo la descrizione di questo dipinto reale... lo sciabordio delle strofe prendon vita mescolandosi alla tela, il risultato é un'ottima poesia di classe, un bell'omaggio artistico fermato da una penna preziosa. Apprezzata molto.

Massimiliano Moresco20 gennaio 2015

Trovo interessante nonché elegante questa dedica ad una pittrice a me sconosciuta. È bello "dipingere il riscatto" dalla propria condizione esistenziale piegandosi come i salici. Insomma, è giusto sottolinearlo, si può fermare il vento? Si poteva all'epoca fermare il maschilismo imperante? Troppa forza in entrambi i casi. Meglio agire con astuzia per cercare di sollevarsi dalla propria condizione esistenziale.

nemesiel20 gennaio 2015

La capacità peculiarmente femminile di essere con lo sguardo avanti, oltre l'orizzonte, culturalmente, intellettualmente, socialmente ed eticamente è sempre stata fonte di "scandalo" in qualsivoglia società... L'ottusità e l'incapacità di vedere al di là del proprio campo visivo e immaginare il poi, vanno di pari passo con la paura...(di perdere un potere, di sovvertire un ordine comodo, di incontrare il nuovo che implica fatica) appartengono ad ogni latitudine. Splendida, elegante poesia che si fa essa stessa dipinto e fa vivere sotto gli occhi del lettore un mondo che affascina in movenze e colori, gesti e fotogrammi che lasciano impronte.

Grazia La Gatta20 gennaio 2015

Bello e originale il tema scelto; versi che scorrono come un fiume; lirica piacevole alla lettura per l'argomento, l'impostazione, la delicatezza dei versi e la sensibilità. Lirica apprezzata.

Francesco Rossi20 gennaio 2015

Delicata la poetica diventa sublime nel rapporto simbiotico di spiritualità laica dove le immagini e i simboli si sostanziano pure nel contenuto.

Giovanni Chianese22 gennaio 2015

Una splendida lirica, navigante tra fiori d'oriente, evidenzia il coraggio di un'artista che incautamente su tele rappresentò nudi del gentil sesso in un clima imperialista, dove la donna incorniciata era dallo stereotipo geisha, un delicato oggetto da tenere gelosamente custodito tra le mura domestiche. Lontana è l'emancipazione della donna giapponese, ancora oggi stenta a decollare nella società, nonostante facciate di una crescente modernità.

Cinzia Castellana24 gennaio 2015

Mentro leggevo i tuoi versi mi è sembrato di scorrere le pagine del libro di Jennifer Cody Epstein, rivivendo la stessa inquietudine e le stesse emozioni. Mi complimento. !