La mia SHOAH
Peppe Cassese
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Son giunto qui stupito ragazzino
per poi uscire fumo da un camino
bruciato dalla stupida follia
di chi propagandava l’eugenìa.
Nel cielo grigio unito ai miei fratelli
ho visto rovinare i suoi castelli
e le macerie sono degna scorta
a chi dimenticare troppo importa.
Antico sogno fiore il più piccino
ricorda attentamente il mio cammino
che segue i dì trascorsi sulla via
del sangue che lottò con l’eresia
ancora appiccicata a quei cancelli
che il male colorò coi suoi bordelli
e ascolta questa voce che riporta
il sole della vita in me mai morta.
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L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
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fede862423 gennaio 2015
Una poesia che richiama i periodi bui dell'umanità. Ho apprezzato la destinazione di questa poesia, ai più giovani che non hanno vissuto quelle atrocità e una tirata d'orecchie a chi invece vuole dimenticare perché è più comodo.
