Claustrofobica
Nemesis Marina Perozzi
507 poesie pubblicate
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Viaggio nell’universo chiuso delle stanze,
dove ogni cosa poggia su fili di ragnatela,
in attesa dello scirocco che cancelli la polvere
di silicio e i frammenti degli specchi.
Dai doppi vetri filtra la corsa dell’express
verso la dogana,
o forse è il primo treno della metro
che viaggia baciando la periferia
prima di essere inghiottito dalla galleria.
Non ha senso questo continuo spiare
satinato oltre la porta scorrevole
tra la zona notte e il vano giorno,
attendendo il ritorno di una vita
che non esiste più.
Domani aprirò le finestre, afferrando
al volo la scia dell’ultimo vagone,
passeggera clandestina senza bagaglio
confusa tra i volti assonnati dei frontalieri.
Domani, forse, o forse no.
©
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
Commenti (1)
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Arelys Agostini26 gennaio 2015
Somos tantos los que vivimos encerrados tras las puertas de ese tren, con temor de abrir esa ventana que quizás nos mostrara un mundo que ya no nos pertenece…. Un poema vibrante que te permite viajar con las palabras e imaginarte como ese pasajero confundido y sin equipaje. “Mañana abriré las ventanas/... Mañana, tal vez, o quizás no” Emocionante y muy apreciada
