Per non dimenticare
Paride Giangiacomi
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Ho pianto
invocando il tuo nome,
sulla carrareccia
che distante mi mena
dalla mia gente;
persone che hanno un passato
e sperar, il loro, è vano di avere un futuro:
tra i singhiozzi
son spinto a farmi domande,
mentre baracche intravedo,
similari ai “sukkot” degli antenati;
pianura evitata dalla vita,
l’aria gravemente pregna
di odori di paura,
di odori di tortura,
di odori di morte:
“Arbeit macht frei”
Esser vorrei libero
da pensieri, macigni sull'anima;
interrotti i singhiozzi,
solo,
con altri cento...
Il sonno cattura l’angoscia
la sopisce, per poco;
la mano sul cuore ruvido di tela:
(ecco)
Una stella mi ha condannato,
una stella redimerà il mio solo peccato...
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Paride Giangiacomi
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