Fuori da Hauschwitz!
Ausilia Giordano
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Furono i Russi
in fulminee corse vociando,
ad dischiudere i cancelli
della nostra blindata sorte
ad Auschwitz.
Grida operose di veloci gesti
di leste uscite, di libertà!
Stentavo, tra cadute e riprese,
tra il rapido flusso di milizie
a soccorso degli indigenti:
vite interrotte in movimento,
larve umane in spegnimento.
Senza più illusioni né sogni, né fantasie,
avanzavo con affanno
verso la libertà gridata e spalancata.
Furono i Polacchi?
-Johel! - Jeremy! – Isaihas!
Con patimento ogni voce invocava.
Ma ... Josyha, io ero
e nessuno mi reclamava!
Erano troppi i giorni vuoti ormai
in cui nessuno più il mio nome pronunciava.
Dov’era chi mi aveva generato?!
Bocconi caddi dallo stremo e dal terrore.
Rude polverose braccia mi cinsero
e da quel luogo di sgomento mi trassero.
Vidi militari piangere sgomenti
mentre prestavano soccorso
e mi chiedevo in quale segreto luogo
del loro essere
avessero potuto custodire quelle lacrime
che erano fiumi lungo il loro volto.
Amara sterilità era ormai la nostra esistenza.
Dove sei ora Franz, Hagen, o Adelphi?
Potresti chiamarti Hans?
O forse Lukas? forse Frank?
Ma dove sei, per potermi ancora stringere
e gridare: “Via, via di quì!”?
La mia anima si strugge sbigottita
indietro a guardare,
ma il mio cuore è rimasto bambino
in cerca del volto incolore dalla polvere
che all'angoscia mi trasse.
©
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L'autore
Ausilia Giordano
Commenti (1)
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Caterina Tagliani28 gennaio 2015
Molto bella davvero, sembra di vederli chiamarsi l'un l'altro e così senz'altro lo era... questa azione disumana, perché altri termini non esistono, compiuta sotto gli occhi indifferenti del mondo che "non poteva non sapere"...L'augurio che questi crimini non debbano ripetersi anche se le vicende odierne non lasciano molte speranze…Complimenti sinceri, ci si identifica leggendo con i personaggi…si cercano...

