Onirica odissea
Mina Cappussi
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Tintinna greve
il respiro del mondo,
stringe le nocche
di pugni abortiti
nel terreo mare
del Tempo.
Son desta di sogni,
funesta d’aromi,
cingo il ventre
di scarnificate
vestali
e canto.
Avanza notte
d’incanto,
siedo sull’orlo
dell’infinito
accendendo
cera votiva.
Notte arriva,
rapisce esangue,
tratteggia futuro
discontinuo- paradiso;
miriadi di stelle
sottesa.
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L'autore
Mina Cappussi
Commenti (1)
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zani carlo28 gennaio 2015
Nei sogni tutto l'impossibile diventa il reale che tanto ci manca... bellissima poesia che ci spinge nel viaggio continuo della fantasia che può disegnare viaggi infiniti che nessun altro a pieno comprende... evviva la notte incantata protesa sull'orlo dell'infinito

