L'Oblio
Paride Giangiacomi
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Niente trucco per me;
funambolo, in equilibrio,
interpreto l’Uomo
o il suo contrario,
come in una palude di maschere;
di giorno cornucopia di doni,
di notte osservatore attento
al cangiar mutevole
di sinfonia pizzicata
che increspa il mio mare,
con impercettibile ribollio,
di vibrazioni lontane.
L’Oblio
cicatrizza e sana
sentimenti, passioni:
Lei mi è vicina!
E sordo divengo
alle grida del Mondo,
a ciò che altri voglion sapere...
Lei sola sa:
parole che porgo,
urtano
come massa d’acqua
contro ostacoli del pensier comune!
©
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (1)
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Azar Rudif1 febbraio 2015
Nell'oblio vi è un abisso e l'oblio è in un abisso circondato dalla realtà che spesso riporta a galla ciò che era stato dimenticato o nascosto. Scrittura di versi sapiente e con termini elegantemente scelti. Oltre che in argomento "amore" la leggo come una ribellione.

