Fiore del deserto
Paride Giangiacomi
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Veletta di pizzo a sghimbescio
non nasconde perle,
i tuoi occhi;
riflessi d’ebano,
tacitamente, in orgoglio
urlano la tua storia:
del peregrinar
da terra natale
che altri han deciso
non esser più tua.
Triste bellezza:
Vita e notte restano indietro,
Morte e giorno, son pronti a ghermirti.
Sconosciuto a te
freddo vento dell’inverno,
a te che il ghibli accarezzava pudicamente
esili giunchi di antilope,
gambe tornite, color dell’ambra,
scolpite dal sole,
deterse, dalla calura, dal grande mare;
e simile ad un sasso gelido
che precipita nel cuore,
siedi nella tua ombra, sola:
singhiozzando sommessamente,
nenia berbera ti consola e fa compagnia,
ora che, per sempre, abbandoni
il luogo in cui passare la notte...
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (1)
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piera tola10 febbraio 2015
Fiore nel deserto con occhi di perle... fantasia che sprigiona la sua verità, dal significato di Tunisia al velo che di sghimbescio nasconde quelle perle... tanto mistero sul passaggio in sosta per una notte... quanto il mistero del velo di quel bel fiore...

