Del perduto Amore
Paride Giangiacomi
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Abito odor di sogno,
scivola dalle spalle
e repentinamente si posa sulle caviglie;
piccoli seni per sfida protesi,
si offrono, liberi da impalpabile velo:
dolci dune,
sfidano venti caldi del desiderio;
li racchiudo tra le mani, per il piacer comune,
stillando olii che addolciscono la pelle
con mani incerte, tremanti,
mentre il cor martella le tempie
ed estingue il respiro...
All’inarcar dei lombi,
avvicino il viso al ventre,
indugiando sul limitar di vita,
aprendo dolcemente, con piccoli rintocchi
cancello carnacino di mondo nel quale perdermi.
Respiro la tua essenza, che è mia vita
-e non lo sapevo-
che è follia, nettare di lunga vita!
Sarà il tuo, fertile terreno
allo sgorgare della mia agonia,
fino al morir in te,
fino al tornare in vita.
-Chissà se-
sognerai di essere con me stanotte,
mentre fragranza di tua essenza
io cercherò,
seppur tue labbra, ora, visiterò solo nei miei sogni!
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Paride Giangiacomi
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