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Uomini 17 febbraio 2015 · lettura 1 min · 2410 letture

Bruno's day (17 febbraio 1600/2015)

Peppe Cassese 2167 poesie pubblicate
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Io tremo ma per voi che ardenti mi bruciate e non per le boiate vergate in abbondanza. Profonda è la distanza tra me e la verità. Né papa né mordacchia può spegnere il mio fuoco. Coi vostri dubbi il rogo che il mio pensiero accende per ogni petto splende in questa oscurità. Filosofo e nolano ne ho visto re e regine scaldare le panchine di questa terra ingorda che ha pronta la sua corda per false iniquità. Nei giorni miei imperfetti il sangue è stato un canto la storia il vostro vanto con Cristo e per la croce un dono infame e atroce per la sua indegnità. E tutti i miei fratelli soppressi dalla Chiesa son stanchi dell’impresa dei falsi commedianti che veri finti santi spacciano eternità. Sono Giordano Bruno eretico ostinato Clemente mi ha testato blasfemo e peccatore che ancora nel furore proclama libertà.
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Chi ama la libertà non può non amare Bruno (Nola 1548- Roma 1600).

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Peppe Cassese
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Commenti (2)

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Antonio Terracciano17 febbraio 2015

Bellissimo omaggio reso ad un grandissimo Nolano del Cinquecento da un Nolano non meno encomiabile dei nostri giorni. Non è da tutti avere il coraggio di affermare la Verità fino alle estreme conseguenze, ed io, lo ammetto, se fossi vissuto in quel periodo (e se avessi avuto - cosa assai improbabile! - una simile intelligenza) mi sarei comportato probabilmente come Galileo. La mia cittadina appartiene alla diocesi di Nola, ed il motivo principale che me ne rende orgoglioso è quello che essa era anche quella di Giordano Bruno.

Chiara Vacchieri20 febbraio 2015

Viviamo in una società cieca e sorda, disposta a mettere la testa sotto terra piuttosto che ammettere e porre rimedio ai propri fallimenti. Un'epoca quanto mai obsoleta la nostra, che si estinguerà nella convinzione che zittire le menti pensanti sia l'unica soluzione. E allora mi spiego come si sia potuto verificare un evento come quello della crocifissione di Cristo piuttosto che la messa al rogo di Giordano Bruno o la fucilazione di Salvo D’Acquisto, ed a maggior ragione, su questi presupposti, mi convinco sempre più di quanto utopistica possa considerarsi l’evoluzione della specie, dato che, nonostante tutto, continua ad ostinarsi nell'errore di ritenere il martirio necessario ai fini della tutela di una verità di comodo a pochi.