Neppur fioca luce
Paride Giangiacomi
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Spettro di insonni notti si appalesa,
foriero di angoscianti visioni
di cui non ho perso memoria;
sbarrati gli occhi
in preda a fanciullo terrore;
il grido afono mi è estraneo,
quasi parli con altro tono,
quasi fossero negate le parole,
-richiesta di aiuto-
pianto sommesso annega,
sapore salino in bocca asciuga,
scucendo carni ferite,
incrudite da recenti lacerazioni.
Fuori di me,
qualcuno tenta di sussurrarmi qualcosa;
vago in salotto,
che mi soffoca,
mai stato così grande;
fuori il buio del cielo
come macigno cade...
Neppur fioca luce arriva ai miei occhi...
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