Asfissia
Frantumi di macero come pezzi ad incastro, calda linfa come di nulla m’invade
-sogno le misture di nebulose inadeguate, inflitte al respiro che rantola all’angolo-
Colami dentro come dolore inclinato, non tutto nuoce alla salute già cotta
di vetro e deserto
è questa mia saliva
-tagli diretti come fendenti al fianco, che arrugginiscono lenti mentre ne godo gli effetti-
Provo asfissia, sarà perché ho l’amore che staziona alla giugulare?
Vorrei divenire rudere per avere la tua attenzione, rara perla della storia indecente
-vorrei il tremore
che mordente m’affligge-
Agonizzante mentre tengo sospesi fra i meccanismi dell’oggi, i miei sogni come filo spinato.
Furioso crocicchio emotivo svezzato nell’evaporazione di me
-mentre le corde di vene nel cuore suonano note di lamenti sfociati-
Ho cosce divelte
perse nel vuoto
di questo nulla
riempie
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Commenti (2)
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J
Jmarx12 luglio 2007
sembri prenderti gioco della forma canonica di poesia.. ma tu puoi farlo: l'ho trovata perfetta, asfissiante, sei così innovativa da mettermi i brividi, ogni volta. ti ammiro
Zima13 luglio 2007
e asfissia è anke nel leggere i tuoi lunghi versi senza pausa... rendi l'idea perfettamente (anke se non li prediligo xkè mi rendono difficile la lettura) ! originale e innovativa nelle parole scelte con cura, sei veramente Brava!
