D'amore fasullo
Plasma infetto nella leggerezza del vento s'appende d’avorio perfetto di polsi sfiammati [annegandomi nei ventri
Plasma infetto nella leggerezza del vento s'appende d’avorio perfetto di polsi sfiammati [annegandomi nei ventri
Flusso nel tuo piacere come un coito di parole interrotte -ho inchiostrato le tue lapidi- Sgrondando divelto
Carne che si scioglie al passaggio grumoso del tuo fiato che mi modella Pioggia di sensi che mi pervade le labbra in
Disintegro le ombre mi converto al tuo nome in assoluto piacere -lastrico di te il mio fiato involucro di
Ho lo sfogo di un dolore a dimorarmi ventre -scalfendo quella premura d’inutili parole- Rimestandomi
In lava sformata Mi dipingi le scapole Rima di gocce Nella nebbia di un giorno Nuotando fra nubi Nel dissenso di un
Non immolare al vento la tua presenza, è stantia e rancida carne appesa al pensiero Vibrano ricordi, che
Ho disegnato all'hennè le stagioni sul tuo ventre rossi pulviscoli sono le tue labbra d'ocra i tuoi
Graffio al petto a dondolarmi vertebra Di mosto bagni le mie labbra La tua pelle assente di gabbie ferrose amido e
Soffoco in gola i pianti di neve -mi cimento lenta nel gioco dell’insonne- Oscura i giorni che si fanno
Sarò dominio della tua lingua e del piacere di luccicante senso Cosce avide aperte, gemma da invadere con la
Strangolo le mie pupille in nodi di pelle un seme germoglia sulla lingua in carnefici gigli [perfetta impazienza a
Oh Nebula, sorella della divina Morgan stringimi nel peccato insanabile di questa regina notte che m’avanza nel limbo
Ho paradisi innescati fra le lenzuola del distratto lamento in tacito strazio di voci perse nella stropicciata fame di
Ho la mia terra, brulla scogliera a mordere solerte i miei giovani fianchi Le tue parole a sradicarmi gli
Serva della tua carne in venerato smarrimento -levigo il vuoto con le mie labbra di giglio- lecco
Ho in queste ore oblique nervi appesi a funi di parole, sparsa è la memoria sulle spalle, nell’inverno
Ho una bestia nel ventre mi graffia il cavo dolore -solletica il plasma creando gemellaggi epiteliali e sovversivi- Si
Ho pace atavica nel ruscello in piena dei pensieri miei Ho solo un respiro a bussare intrepido quest’ombra di
Tu che mi corteggi nelle notti apocalittiche in libagioni da distribuire in gemiti sull’affanno delle tue movenze Sono
L’ovattato respiro, si fa seta che avvolge le vocali in adagiati sogni Il tempo, cannibale grumo mai sazio del mio
Sei il respiro che mi circonda le membra danza che si condensa nel letto mentre mi svesti di parole Sei l’impaziente
Tu, mio pensiero costante hai ricamato con il tuo nome un pezzo del mio lembo di cuore Ora l’inconsistenza preme forte
Bussa piano la morte è piegata ad un sogno corazza di trapezi, albe di voci dalle ugole tranciate. Mentre una
Diventa socio del Club: accedi a La Piazza riservata, ottieni sconti su concorsi ed eventi e aiuti la community a crescere.