Lo veo entre la gente

Lo veo entre la gente, fantasma de mi pena,
me acerco al fantasma, y la Luna se despierta,
desencantada y fría al ver la vana escena,
los falsos reflejos de un sol que solo en sueños se concierta.
.
Nada es real, ni el aire que se respira en la jornada,
ni siquiera las palabras que brotan de una boca sin dueño ni fe.
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Fríos destellos de ilusiones que la vida espacia,
por la hoguera sin besos que el alma no cree.
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Y el día muere, lánguido y despojado de gracia,
cuando entran de nuevo las sombras, como en triste rito,
a cubrir las sonrisas de un espejismo sin rostro ni traza.
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LO VEDO TRA LA GENTE
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Lo scorgo tra la gente, fantasma del mio duolo,
mi avvicino a quell’ombra, e la Luna si desta,
disincantata e algida al veder vano il suolo,
i falsi riflessi d’un sole che solo nei sogni si appresta.
.
Nulla è reale, né l’aria che si respira in questa via,
nemmeno le parole che germogliano da una bocca senza proprietario né fede.
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Freddi bagliori di illusioni che la vita dirada,
per un focolare senza baci in cui l’anima non crede.
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E muore il giorno, languido e spogliato d’ogni grazia,
quando rientrano l’ombre, qual triste rito che si adempie,
a coprire i sorrisi d’uno specchio senza volto né traccia.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
Commenti (1)
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Rasimaco5 marzo 2015
la strofa caudale: ...e muore il giorno all'incomber dell'ombre a coprir sorriso d'un miraggio senza volto basta da sola a far poesia. Molto piaciuta ed apprezzata
