Diletta mia
Paride Giangiacomi
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Parmi sognare
e non voglio esser destato:
corona delle mie braccia è intorno a te,
mio capo greve accuccio sul tuo petto;
parole non trovo, mia diletta,
pace dell’Anima tumultuosa.
Avulso da te, strazio d’uomo
senza futuro, né potrò cangiar mia vita;
pesanti braccia,
pesanti membra,
non potrò più volare
e per sempre vorrò donarti l’Amor di un tempo...
Stammi accanto,
seppur un giorno come semi piumosi del tarassaco,
che noi bambini usavamo soffiar via dal pappo
insiem volerem via,
Anima sola,
a gustar uva passita al riparo del Sole.
©
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