202 lettori online · 355.922 poesie · 7.971 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Pagina personale carlacolombo.clubscrivere.it — spazio del socio sostenitore
Home Poesie Introspezione
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Carla Colombo
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Introspezione 10 marzo 2015 · lettura 1 min · 2192 letture

Attimi di me

Carla Colombo 278 poesie pubblicate
+ Segui
All’addiaccio delle mie derive varco passi di pensiero lontana assonanza di brusio sconosciuto Scomposizione d’anima in frammenti d’inquieta vita segmenti sfibrati da affascinante entropia Carezza consolatoria di sguardo che si osserva al confine del respiro tra origine e oltre Spalla nuda su cui poggiare nel vuoto atteso decollo di sublime vagare Lassù sfoglio pagine bianche aspirando parole in divenire piume a scrivere il vento Lettere senza suono tra capelli immaginari solleticano lacrime sul viso Richiamo d’inchiostro espande rantolo di vene nate per tracciare il silenzio cadute in volo un’istante dopo
♥ 0 💬 10
© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Carla Colombo
Tutte le opere →

Commenti (10)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

All'addiaccio delle mie derive... bello questo paradosso. C'è molto dell'autrice in questo concetto, la sua straripante voglia di perdersi, di andare alla deriva (che può voler dire anche rischiare di andarci per ottenere qualcosa più della normalità) ma entro certi confini che una razionalità viva e presente, impone. Ecco che qui abbiamo rappresentato un po' il dramma dell'uomo: la necessità di infinito (rischio, pericolo, dissoluzione dell'io da mettere in conto) e la necessità di conservarsi come esseri definiti (entro il proprio corpo, le proprie convinzioni ad esempio).

Sara Acireale10 marzo 2015

Quando ci sente alla deriva come trasportati da un vento nemico, come canne in balia del vento, quando l'anima iene frammentata, sezionata... allora può essere benefica una carezza consolatoria che porti alla normalità dell'essere. Una carezza può servire a rientrare entro gli argini del proprio io per non disperdere l'essenza vitale che sta dentro ognuno di noi.

Alberto De Matteis10 marzo 2015

Andare alla deriva... ma non troppo... quia abyssus abyssum invocat, come canta la Bibbia. Ed allora tanto coraggio e forza di volontà per reagire alle difficoltà e ai tanti ostacoli della vita. Versi introspettivi di profonda intensità.

Donato Leo10 marzo 2015

Quando avverti che stai andando alla deriva, è la volta buona di mettere in atto il coraggio per affrontare le vicissitudini che si presentano. Molto significativa.

Giovanni Chianese10 marzo 2015

È attimo d'eternità il brusio della vita. Subentra nei momenti di sconforto quando l'anima fugge dal corpo ed è realtà travisata da momenti amorfi quella trasformazione. Surreale dimensione il richiamo d'inchiostro a cesellare un capovolgimento dell'anima nella clessidra del tempo, silenzio l'attesa poi parole che scorrono dalle ampolle. Splendida poesia, un vento dell'anima soffia linfa sull'erba d'infiniti campi.

Claretta Frau10 marzo 2015

È un andare alla deriva, un disgregare di pensiero per ritrovarsi e ricomporre pagine bianche di nuova vita da riscrivere

Pagu10 marzo 2015

Momenti di vita, di attese, speranze e conflitti alla ricerca del proprio io. La poetessa, con uno stile ricercato ed elaborato, ci descrive le emozioni di questi particolari momenti che fanno parte dell'esistenza, del nostro essere e per questo sono importanti. Bel lavoro, scritto splendidamente. Ottimo.

Francesco Rossi12 marzo 2015

Non solo attese e speranze ma ricerca continua attraverso quello che è lecito sperimentare nella vita per coglierne assonanze e dissonanze. Un verseggiare fine ottimamente strutturato.

Antonio Biancolillo13 marzo 2015

E inizio dalla sua splendida chiusa... da quel silenzio che ha saputo prendersi il suo momento mentre si volava leggeri tra i colori dell'azzurro e le nuvole... Sono quegli attimi di se stessi che vengono abilmente verseggiati dall'Autrice... momenti che appartengono a spaventi dell'anima... alla deriva dei pensieri... trascinati dal vento impetuoso che soffia improvviso... Un volo interrotto che viene racchiuso da lacrime che solleticano il viso... ma che hanno anche quel sapore di una forza di ritornare nel volo sublime ... Introspettiva che sa arrivare... Molto apprezzata...

nemesiel23 marzo 2015

Sin dal primo verso l'inquietudine pervade il lettore e sempre più sembra farsi strada attraverso questa introspezione difficile e faticosa che quasi fa perdere la mente in meandri tra cui è complesso districarsi. Trovo estremamente dolorosa la strofa finale dove il bisogno di comunicare, di tracciare un silenzio, tuttaltro che muto, si scontra con l'ineffabile caducità del pensiero, della impossibilità di poterlo esprimere... in questa esistenza che rende tutto inafferrabile e transitorio