Uomo nel buio
Paride Giangiacomi
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Vento d’aprile
che sa di guazza fresca,
sculaccia le torri
or minacciate ed offese,
sol da taccole e piccioni;
con una canna grattugio
la scorza del cielo,
perché regali un po’
del suo splendore all'Anima mia...
Sul far della sera,
stelle cadenti portano
frammenti di sapienza dal cielo;
arrovello la mente e mi domando
del brulicante chiacchiericcio
delle stelle del tuo cielo.
Fisso lo sguardo in un punto
ad un’ora stabilita,
per ritagliar il mio cielo al tuo...
(Negato!)
Chiudo gli occhi,
piangendo, infuriandomi, pregando,
battendo i piedi in terra,
come fa un bambino per averla vinta;
continuerò a guardar verso le stelle,
or che pigolio lamento di uccelli si placa:
qualcuno impreca nel buio,
preda di palude di nostalgia.
Il giorno, il mio giorno
solo per i vedenti si oscura
con tutta l’angoscia che han vissuto.
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Paride Giangiacomi
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