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Poesia 25 marzo 2015 · lettura 1 min · 1379 letture

Era il dì della festa

Caterina Zappia 931 poesie pubblicate
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Imperava il dì della festa. Il paese era una mano grande che accarezzava il sole della primavera. La gioia dei volti ignorata persino dall’erba dei campi vociava nelle vie silenti come qualcosa di trasparente. Un fiume profumava gli occhi, i ginocchi punti dalla sera trascorsa, tornavano più bianchi, più forti. Imperava il dì della festa come un secchio d’acqua gelata lanciata sul fiore più bello. Mi era cara la festa. La voglia di lasciare ogni cosa, non sempre era, la cosa più giusta da fare, un sorriso da prendere al volo, era solo da amare. Mi era cara il dì della festa, come l’ochetta, chiamata “ Porzia”, spavalda per le sue piume nere; morì distratta da una pozzanghera d’acqua . Il dì della festa s’arrende con un respiro leggero come un boccio che ritorna sul ramo dichiarandosi al cielo.
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L'autore
Caterina Zappia

Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu

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Commenti (1)

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Duilio Martino25 marzo 2015

Nostalgia e disillusione... È tiranno il tempo e conficca i ricordi. Splendida.