Era il dì della festa
Caterina Zappia
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Imperava il dì della festa.
Il paese era una mano grande
che accarezzava il sole della primavera.
La gioia dei volti
ignorata persino dall’erba dei campi
vociava nelle vie silenti
come qualcosa di trasparente.
Un fiume profumava gli occhi,
i ginocchi punti dalla sera trascorsa,
tornavano più bianchi, più forti.
Imperava il dì della festa
come un secchio d’acqua gelata
lanciata sul fiore più bello.
Mi era cara la festa.
La voglia di lasciare ogni cosa,
non sempre era, la cosa più giusta da fare,
un sorriso da prendere al volo,
era solo da amare.
Mi era cara il dì della festa,
come l’ochetta, chiamata “ Porzia”,
spavalda per le sue piume nere;
morì distratta
da una pozzanghera d’acqua .
Il dì della festa
s’arrende con un respiro leggero
come un boccio che ritorna sul ramo
dichiarandosi al cielo.
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Duilio Martino25 marzo 2015
Nostalgia e disillusione... È tiranno il tempo e conficca i ricordi. Splendida.

