E vestirsi d'azzurro
Caterina Zappia
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E vestirsi d’azzurro
ogni volta che si cerca il cuore
per fuggire dal resto del mondo
come un povero attore.
La vita scorre preziosa
ed incensa ogni cosa
con bianche parole.
Si ferma il respiro
addosso al canto lunare
come fanno le ciglia
quando guardano il mare.
Il verde sangue che ascolto
va come stelle diverse dal cielo
come spighe distese nel buio
fra le ore fiammanti.
Il vento si spoglia da solo
con le mani di carne
e lancia sulla terra bagnata
i suoi piccoli semi.
Ma sarà questo sepolcro
a destare l’attesa
mentre gli occhi danno lo sguardo
sulle nuvole al mare.
Il tempo si ferma
come una roccia sul cuore
come un fiume che vuole volare
come un giorno che desta stupore
tutto da amare.
E basta una mano,
una mano che spinge il sorriso
fra le ali più forti.
Una mano taciturna, vera,
sanguinante d'inchiostro.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Cinzia Gargiulo11 aprile 2015
"Vestirsi d'azzurro per fuggire dal resto del mondo" è quello che fa il poeta per colorare una realtà talvolta oscurata dal male e dalle brutture. Quel lasciar scivolare la mano "sanguinante d'inchiostro" su un foglio bianco è un modo per prendere ossigeno e poi tornare alla vita di tutti i giorni con l'animo rigenerato. Versi ricchi di metafore suggestive che offrono una lettura davvero coinvolgente, molto apprezzati.

