Ho qualcosa
Ho qualcosa incastrato
tra il pomo d'Adamo e lo sterno
forse è l'attimo perso o il vuoto d'eterno.
Ho qualcosa di ingarbugliato
tra le viscere e il cervello
forse sono bisce o conchiglie di mare.
Ho qualcosa che mi scorre nelle vene
arriva al cuore e poi ritorna
forse sono le stelle
o la luce trasversale della mia luna.
Ho qualcosa che mi trafigge la carne
forse sono aghi o il desiderio dei suoi baci
sognati sulla giostra di un amore impossibile.
Eppure sono sano di mente
ma questa follia è invadente
mi tiene vivo nella corrente
di un fiume che travolge
e mi trascina verso l'infinito
verso l'orizzonte
che da qui è un filo sottile
e mi tiene legato alle parole.
Tu non fermarti ti prego
tienimi le mani
scuotimi la pelle e percuotimi il cuore
non stropicciarmi gli occhi e insieme
andiamo verso il sole
per liberarci di questi lacci
che stringono la gola;
da li ammireremo i nostri presagi
come una magia
nelle favole dei bimbi
che vive, che gioca e che vola.
©
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