Quell'ultima meta
Paride Giangiacomi
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Esistenza punta ad un obiettivo,
svelato o negato;
ognuno in cuor suo ha una meta,
a tanti non è data conoscere
troppo affascinante o tenebrosa
per aver l’ardire anche sol di crederci.
Simile a cangiante cielo,
desiderata con cautela,
giungervi, in breve,
impresa ardua appare,
come sporcarsi di colori
al poter accarezzare l’arcobaleno.
Perseverare ci vien chiesto:
tanto più sicura quanto più distante,
appare simile alla pazienza dei santi.
- Forse –
Non si otterrà nel lungo, seppur breve
vagabondar terreno...
Ma fatta della stessa sostanza del cielo,
l’Eternità colmerà
l’anelito desiato,
qual pare celato in Vita...
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (3)
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Rosetta Sacchi20 aprile 2015
A quell’ultima meta ben giungiamo se abbiamo fede, carità, se siamo perseveranti e non abbiamo fretta. Certo, non si può accarezzare l’arcobaleno, c’è il rischio che i colori vengano via. Versi profondi, densi di spiritualità, scritti molto bene.
piera tola20 aprile 2015
Ma fatta della stessa sostanza del cielo... la fede che ci accompagna nel lungo o breve percorso della nostra vita. Meta ambita che dura sarà la strada per raggiungerlo il Paradiso. Ma tanto più duro e impervio il cammino tanto più gioioso il dono divino.
Alberto De Matteis20 aprile 2015
Ci vuole tanta fede per poter giungere a quella meta. Ma la fede, come osserva San Giacomo, è una cosa morta se non è accompagnata dalle opere... Fides sine operibus mortua est. Poesia significativa e piena di spiritualità



