Le tue mani su di me
Paride Giangiacomi
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Mani leggere,
simili ad ali di farfalla
svolazzano all'altezza di profano sacello;
gemito trattenuto alfin si paventa
all'aprir i lacci che trattengono il desiderio.
Muto t’imploro:
“Fa che muoia tra le tue mani!”
Cerco la tua bocca,
con le mani libero i seni,
accogliendoli a coppa,
vellicando i dolci bottoni,
del nettare che si fa sostanza, per me...
Ti fermi e poi continui,
ti fermi ancora e assecondo il gesto
all'inarcar dei lombi, turgidi e senza ritegno;
con sapienza stringi e rilasci
la parte di me dove sembra sia rifugiato il cuore;
appiattisco il ventre,
per avvicinare l’inguine verso di te e offrirtelo...
Fermati! No, continua!
Movimenti scoordinati,
simile allo smorzar di ultimo anelito,
ricerco furente il tuo nido di vita;
allo scostar del tuo cancello
essenza di miele calicanto inonda i pori...
E alfin mi lascio andare
ad una danza di passi tremolanti;
essenze si mescolano in alchemica passione.
L’alba ci ritrova nudi,
con le mani intrecciate, appoggiate sui fianchi...
©
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (1)
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Daniela Dessì26 aprile 2015
Immagini erotiche in un crescendo di emozioni sprigionano grande forza comunicativa con sapiente linguaggio formale molto espressivo, mette in evidenza la bellezza dell'amore nel suo disvelarsi.

