25 Aprile: e poi?
Paride Giangiacomi
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Negli anni bui in cui
la libertà era stata abrogata,
troppo vicina m'era passata la guerra;
ne avvertivo rantolo fetido
ammorbare la mia casa.
Lavoro duro alla solfatara di Bellisio,
l'ho lasciato, promettendo:
"Torno da uomo libero"!
Sulla strada che mena a dolci colline,
come insetti fastidiosi,
a piccoli sciami, su colonne isolate,
pungevamo,
recidendo brandelli di ingloriosa fama...
Avevo vent'anni...
25 Aprile: e poi?
Non vie intitolate,
nemmeno parchi dedicati,
per i vivi non lapidi che ricordino...
Or sorrido,
come un bambino che gusta un gelato
all'ombra dei tigli...
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L'autore
Paride Giangiacomi
Commenti (2)
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zani carlo28 aprile 2015
Quante storie hanno contraddistinto la resistenza che ha liberato l'Italia dalla dittatura fascista... bravo l'Autore nel portare alla luce una di queste... forse non ci saranno lapidi per questa persona ma comunque profonda gratitudine e rispetto.
Sara Acireale28 aprile 2015
Non conosco questo ignoto partigiano ma la mia immensa gratitudine va a lui e a tanti altri uomini e donne che hanno lottato per liberare l'Italia dal nazifascismo. Queste sono le storie che bisogna raccontare ai giovani affinché la memoria non vada perduta.


