Non c’è scampo

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su
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Come ben dice la brava poetessa, la forza distruttiva della natura arriva senza preavviso e non è mai misericordiosa; distrugge tutto ciò che trova sulla sua strada senza guardare in faccia nessuno. E' vero, la terra ha iniziato a ribellarsi alle violenze subite da parte dell'uomo al quale, ora, non resta che accettare la sorte. Purtroppo, periscono anche coloro che colpa non hanno. Lirica apprezzata per tema; scorrevole alla lettura; piaciuta.
La nostra Madre terra ha abituato l'essere umano a dover sopportare tragedie bibliche, come in ordine di tempo il terremoto nel Nepal. Migliaia di vittime innocenti hanno perso futuro e speranza... L'autrice con eccezionale sensibilità ha stilato una pregevole opera, dedicata a chi inerme è sottoposto alle violente fasi del nostro pianeta. Versi incalzanti con un lessico incisivo. Complimenti alla Poetessa!
Testo profondo di grande sensibilità, una verità sotto gli occhi di tutti ma che non tutti gli occhi vedono. Bellissima, complimenti.
Un pensiero profondo e condiviso. Una tragedia che investe tutti noi, nessuno escluso perché tutti possiamo fare qualcosa. Complimenti alla poetessa per questo suo scritto sentito e sincero.
Un pensiero che condivido... Bisogna fare qualcosa per chi è stato colpito da questa atroce calamità. Quando la terra trema non c'è niente da fare, si perde tutto, anche la vita e a soffrire di più sono sempre i più poveri e diseredati. Versi ben stilati
Per certe cose purtroppo non c'è soluzione per poterle prevedere... quando la terra è arrabbiata ma... come dice bene l'Autrice nella chiusura non è più l'ora di chiudere gli occhi e far finta di niente.
Non è facile prevedere certe tragedie. Ma l'uomo può fare molto quando si scatena l'ira della natura, infatti i sopravvissuti del Nepal si danno da fare giorno e notte e altri paesi del mondo collaborano per salvare vite umane. Una poesia tragicamente attuale e significativa nella sua tragicità.
Un grido di dolore attraversa questi versi che fanno lacrimare il cuore. Un pensiero forte che non lascia spazio a nessun altro pensiero, perché esso davanti a questa tragedia si ferma. "Non c'è scampo per chi ne viene avvolto" scrive l'autrice, perché davanti a queste catastrofi nessuno può fare niente, nessuno può neanche pregare, non se ne ha il tempo. E tutto in un attimo scompare, anche la volontà di continuare, all'improvviso sembra non avere senso. "La terra si ribella" continua l'autrice, facciamo qualcosa" Ma cosa si può fare se spesso la colpa è proprio dell'uomo? Una poesia che tocca sin nel profondo e mette in ginocchio persino la riflessione che anch'essa per un attimo non ha più voce, non ha più la forza di pensare.
Non c'è scampo quando si ribella la natura. La terra ci ha abituato ormai a bibliche catastrofi che tutto dissolvono, disintegrano, lasciano orfani animi inermi. L'ultima il terremoto del Nepal che ha distrutto un paese con economia precaria. Ha distrutto templi patrimonio dell'Unesco. Ben versifica la poetessa questo disastro immane e mette a nudo la precarietà di vita di chi ha avuto la fortuna di sopravvivere. Ottima stesura, apprezzata!
tristemente veritieri questi versi che parlano della tragedia umana, impotente di fronte alla forza della natura, natura che a volte si ribella ed è crudele, è impietosa, non ha misericordia alcuna! è così che si sta! appesi ad un filo che può spezzarsi inesorabile senza avvisare!
Crudo, lucido, struggente questo testo fa male al cuore portando il dolore Di chi subisce una catastrofe naturale, descrivi tutto così bene, Con tenerezza e dolore straziante. Noi uomini Non dimenticheremo la sofferenza degli uomini.
Versi intensi e che scuotono... ma sono le nostre miserie a dover avere uno scossone... ci crediamo potenti e forti ma quando la natura (che fa solo il suo mestiere) ci ricorda la nostra fragilità ed impotenza, dovremmo almeno far scattare empatia e solidarietà e soprattutto comprendere la stoltezza della nostra umanità che si ostina ad aggiungere dolore a quello che già l'esistenza stessa e la natura elargiscono












