Il fiore della libertà
Giovanni De Gattis
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Caduto sotto le macerie
di una delirante follia
insudiciata d'infamia
nell'odio per l'essere umano
il pensiero... intriso di sangue
legato mani e piedi
imbavagliato
ridicolizzato, deturpato
stuprato
dell'essere quel che non è...
Nelle notti dure e sudate
fra insenature di rabbia
confida nell'idea rivoluzionaria.
Non teme la morte!
Sorseggia il vino rosso d'ardore
e inzuppato di coraggio
nello straccio di bandiera
fra le mani rugate, di sua terra
s'avvia a liberare
quell'espressione di se
fra la speranza e la gioia
di chi indossa l'abito buono
della sera
nella domenica di festa.
S'avvia a lottare
per riabbracciare la sorte
e quel destino irriso
che lo perseguita nell'anima.
Tutto sa di buono
nell'aria
sa di sudore, sangue e sogno
e la sua terra, lo accoglie
nell'impeto, focoso, sbocciato
in quel fiore inciso, nella voglia
di quel giusto pensiero
di chi sa... che sapore ha la libertà!
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Giovanni De Gattis
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