Come un cieco

Ti cerco
al buio dei peccati
con le mani brancolanti
di un cieco che cammina.
Due larghe pozze le pupille,
sensori attivi le mie mani
eppure non ti vedo, non ti tocco
mentre scandaglio il nero della notte.
Travolgo tutto, offendo il cielo,
cerco la strada, sembra vicina,
ma resto al buio, sempre solo,
senza quella luce che forse non vedrò!
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Commenti (2)
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Donato Leo24 maggio 2015
Dubitare della presenza della LUCE che il Signore ti concede sempre, non è da persona che professa il cristianesimo. Probabilmente sono i nostri occhi che non vogliono vedere, perché adirati. Anche nella disperazione, occorre chiedere l'intervento di quella LUCE, per riportarci alla serenità. Una lirica molto profonda e penso che possa essere di monito a coloro che offendono il Signore.
Pasquale Farallo24 maggio 2015
Più che di spiritualità, penso che l'autore abbia voluto significare il suo travaglio interiore, le difficoltà della vita, a volte insormontabili, a causa delle quali non riesce a vedere la luce, la positività. E' un'amara considerazione della condizione umana, con tutti i suoi dubbi amletici e le sue debolezze. Lirica ben stilata ed apprezzata.

