Gli occhi che videro
Pasquale Farallo
276 poesie pubblicate
+ Segui
Io lo so
cos’han visto i tuoi occhi
negli ultimi istanti
della tua vita mortale,
fu un angelo di luce risplendente
O forse la tua amata mamma
con la sua bianca veste astrale...
Tu la seguisti con lo sguardo
quell’ombra celestiale
ella ti cinse la negletta mano
E ti portò con sé nel cielo
cessando il tuo dolore,
asciugò dalla tua fronte le fatiche
le cancellò per sempre
portandoti in paradiso
Di te non resta ora che una nuda tomba
coi fiori e con la lampa
per piangere sull’urna
e su quell’aspra pietra
dove io allor vi scrissi:
Ora che non sei più
la luce del tuo volto
rischiari la nostra via
ci sia di conforto
Il tuo dolce amorevole sorriso
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
D
D’Urso Marino30 maggio 2015
questa tua poesia conferma quanto il Foscolo diceva in una sua ode che il sonno della morte è men duro in un avello frequentato dai propri cari!
