Al rifugio
Nemesis Marina Perozzi
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Nell’alpeggio lontano dalle parole stridenti
frante fra i binari dei giorni ansimanti
di tronchi respiri senza bava di vento,
lascio il pensiero di te
intrecciarsi al frinire delle cicale
e al sibilo del vento in quota,
tra il frusciare delle foglie nel faggeto,
che ingannano maggio dai lunghi tramonti con
l’autunno della memoria e il suo languore.
Nel rifugio dei ricordi
è un continuo bisbiglìo di nidi appena nati,
mentre un volo di poiana inquieta
distoglie lo sguardo dalle ginestre in fiore
e il latrare lontano di un cane
tiene lontani gli spettri della rabbia e del rancore.
L’orizzonte si perde oltre le vette tingendosi di rosso
per disegnare il profilo dei crinali
nel contrasto tra la greve terra e il cielo,
poi l’aria improvvisamente s’inumidisce
nello smarrimento di un desiderio esasperato di te
e non so darmi pace.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
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