Lo sventurato amante
Pasquale Farallo
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Era di maggio, la calda sera si avvicinò
guardinga cercò gli assidui amanti
che instancabili si davano, l’un l’altro,
piacere al piacere, interminabile,
e li avvolse in un manto dorato
dove l’attesa non era di casa
Tutto andava a gonfie vele
nondimeno
qualcosa si bloccò
un senso di amaro in bocca
come larva che sguscia repente
e all’improvviso
Il suo cuore si fermò
proprio sul più bello si fermò
quando cielo e terra si fondono
e i mari traboccano scintille,
quando le aurore si uniscono ai tramonti
in un’autentica radiosa contiguità
Quando tutto l’universo all’unisono
senza soluzione di continuità
parla un’identica lingua,
proprio allora si accasciò
e in quell’istante si ricordò
che certo, bello era far l’amore
Ma la vita, fuggevole, lo era senz’altro di più.
Lui questo lo sapeva bene
del resto nella sua vita non faceva che quello
perciò non si scompose
e leggiadro
con un sorriso beffardo, se ne andò per sempre
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L'autore
Pasquale Farallo
La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p
Commenti (2)
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D
D’Urso Marino6 giugno 2015
d'altronde come si dice:"sono così felice che ora potrei anche morire".
Anna626 giugno 2015
Qualcuno direbbe:

