Sulla terrazza
Osservo il mare distratto
come spesso accade
a chi dentro vi si perde.
Riecheggiano di Lei
i traboccanti ricordi
nella mia svuotata mente.
Sorrisi...
Contagi di vita,
illudono.
Parole...
Vibrazioni dolcissime,
calmano.
Sguardi...
Grandi occhi neri,
ipnotizzano.
Urlo al vento il Tuo Nome
ed eccoti apparire
fra onde maestose
La tempesta dentro di me
e sull'anima si abbatte
indifesa è dal fortunale
Quanto ancora debbo soffrire
sin che Tu mi abbandoni
anche nella mia memoria...
©
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Commenti (2)
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Manuela Magi1 agosto 2007
Il tempo si dice sia una grande medicina per curare le sofferenze, in questo caso un amore.Non si guarisce ma si avrà la possibilità di gioire nuovamente, soprattuto se un cuore è pieno di dolci sentimenti come la tua poesia molto bella lo dimostra. Piaciuta molto.
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Marina Como27 agosto 2007
una bellissima struttura in terzine, delle quali alcune sono capolavori introspettive. io prediligo la terzina iniziale... che sarebbe una bellissima breve a sè stante... ma anche ”anima... dal fortunale”.bellissima poesia sull'amore che finisce.