Grattando versi
Paride Giangiacomi
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Nessuno, sapendolo prima,
sogna di diventar poeta:
ma struggersi ‘l core
al tramonto del Sol che senza clamore, more
mettere in versi i colori,
dar vita alla carta
con soni, silenzi, romori...
Alleggerir l’essere
e prendere il volo,
quasi sagoma ricolma d’elio.
Ah, si potesse
grattando dolcemente versi,
inebriarsi di profumi,
di odori, del sapor della Anima
del Mondo che si assiste
(in quanto)
il Poeta col cuore accetta,
l’esilio errabondo come Patria!
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