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Uomini 11 luglio 2015 · lettura 1 min · 1418 letture

Grattando versi

Paride Giangiacomi 264 poesie pubblicate
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Nessuno, sapendolo prima, sogna di diventar poeta: ma struggersi ‘l core al tramonto del Sol che senza clamore, more mettere in versi i colori, dar vita alla carta con soni, silenzi, romori... Alleggerir l’essere e prendere il volo, quasi sagoma ricolma d’elio. Ah, si potesse grattando dolcemente versi, inebriarsi di profumi, di odori, del sapor della Anima del Mondo che si assiste (in quanto) il Poeta col cuore accetta, l’esilio errabondo come Patria!
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I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle. (Alda Merini)

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Paride Giangiacomi
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