Il vecchio e la cicala
Peppe Cassese
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Si guardò intorno fiore del ritorno
con le parole accese e in fondo blese.
E un’ombra si posò sul foglio bianco
segni inventati volti colorati
salti d’immenso bocche dell’incenso
moto contratto cielo ancora intatto.
E il vecchio ritrovò i voli a pezzi
non un lamento dietro quel momento
beghe del niente fiamma irrisolvente
sbadigli addosso nero paradosso.
E il foglio l’osservò imbambolato
contorto permaloso e ossessionato
dai passi trasferiti e mai cuciti
dal verde dell’incanto a quel rimpianto.
E il vecchio sospirò sopra la pietra
antica e dura come una tortura
intinse la sua ala e la cicala
tornò a stupire e ritornò a frinire.
La vita è questa: proprio al suo finire
vorrebbe almeno un giorno insolentire!
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Peppe Cassese
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