Piccolo diario
Peppe Cassese
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Sbraitava suor Cristina
“Sei figlio del diavolo!”
e mi chiudeva a tratti
nel vecchio sgabuzzino
cercando di far crescere
per bene un birichino.
Io nel frattempo lazzaro
ma col vulcano in testa
cercavo di comprendere
quel mondo inadempiuto
col correre contento
in cerca del tuo aiuto.
Tu ti mostravi avida
crudele e misteriosa
facendomi da balia
cinquantaquattro e uno
con il dover combattere
sui campi di nessuno.
Poi non ricordo come
preciso il dove e quando
che mi bruciasti l’anima
del candido trastullo
e in men che non si dica
non ero più fanciullo.
Che giorni e che promesse
che tempi sconsolati
alla mattina gallo
a sera i passi odiati
su quelle bianche pagine
degli anni dissennati.
Cercando di rimettere
a posto il tempo andato
son certo che il bambino
che marcia battagliero
è ancora a far casino
sui campi del mistero.
Ed ora quercia annosa
mi sento un sole stracco
che attende nel tramonto
poggiato su uno stelo
il messo col tuo conto
con le radici al cielo.
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Peppe Cassese
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