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Impressioni 25 luglio 2015 · lettura 2 min · 3478 letture

Il pescatore

Pasquale Farallo 276 poesie pubblicate
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Aspra e impervia è la tua via e molto incerto l’avvenire, quando all’alba con la barca ti allontani dalla riva La tua giornata è aspra e dura quando ti ritrovi solo in mezzo al mare, nella furia tempestosa delle onde o con il sole a picco che arde sulla pelle Il tuo sudore misto alla salsedine ti brucia gli occhi e le pupille ma tu incurante continui a navigare gettando le tue reti in mezzo al mare E ad arte, fondi la tua vita su quel mare e su quel pesce che fatica ad arrivare. Quante volte sei tornato a riva sconsolato ché a poco o nulla è servito il tuo pescato Per te la vita è il mare, è sogno e per il mare la tua vita è anche un po’ la sua di te conosce tutto ormai le abitudini, la barca e persino i tuoi richiami E quando affondi dolcemente i tuoi pesanti remi nelle onde gli par che lo accarezzi e ti risponde facendoti le fusa, tra mille ghirigori Ma più non può donarti che il suo caldo abbraccio quando al tramonto lui pure t’accarezza col sole che rimbalza sulle scaglie delle onde e con la brezza ti sfiora il viso e pure gli occhi E par che ti saluti e che ti dica: Ora sei stanco, va’ a casa a riposare e non ti disperare, ci rivediam domani di certo la tua pesca sarà migliore... Tu lo sai bene, il mare prende e dà, e sparge coi suoi flutti le sue ricchezze e i suoi tesori ma tu li coglierai con la fatica e col sudore e tanta tanta avara parsimonia... Ma per te il mare non è solo terreno di caccia non è solo il luogo del tuo lavoro della tua gioia, la tua forza e la fatica per te il mare è tutto, è vita è madre e padre. Ed ora... anche la tua tomba!
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Il pescatore e il mare sono un tuttuno, uno conosce l’altro e come il pescatore dipende dal mare, anche il mare dipende un po’ dal pescatore, e lo accarezza, lo abbraccia col suo calore, e gli dona i suoi tesori, ma con molta parsimonia... Questa poesia è dedicata a tutti i pescatori, a quelli di Molfetta, mia città natale, ma soprattutto a Giuseppe De Candia, marito di una mia cugina, scomparso in mare con la sua barca in un giorno di burrasca e ritrovato solo dopo molti giorni, sulla sua barca in fondo al mare senza vita. Possa tu trovare la tua pace, tra quelle onde che conoscevi così bene

L'autore
Pasquale Farallo

La poesia mi incanta, mi affascina, mi esalta, mi accompagna, è lo specchio della mia anima, perchè mi fa sentire vivo. Essa è l'unico modo, a me più congeniale, che mi permette di esternare le mie sensazioni, le mie emozioni, anche le più profonde e recondite, rendendo possibile condividerle con gli altri. La poesia p

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Commenti (3)

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Azar Rudif26 luglio 2015

Quando si vive in armonia con la natura e secondo i suoi cicli, la natura ripaga sempre.

D
D’Urso Marino26 luglio 2015

in questa nostalgica lirica io avverto tra i flutti del mare il sentimento di delusione dell'autore- pescatore che nonostante il suo impegno, la sua fatica, non riesce a ricavare un buon... pescato, almeno non sufficiente per avere il plauso dalla sua famiglia!

Galante Arcangelo16 aprile 2018

Descrizione di un sentimento provato dal pescatore che, al di là dei propri doveri e della personale passione, libero da ogni pensiero e retaggio, comprende l’importanza meravigliosa della realtà insita nel mare che lo circonda ed al quale egli si sente intimamente connesso. Opera profondamente riflessiva, assai gradita nonché tanto piaciuta; bravo!