Shades of blue moon
Nemesis Marina Perozzi
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Dov’eri, quando il terrore stringeva le dita
e attanagliava un amore stordito
dall’incomprensibile tempesta
che scendeva implacabile a cancellare
un orizzonte delineato a tratti leggeri di carboncino?
Pupille sgranate sull’acqua melmosa del lago,
l’orecchio teso a inseguire il ronzio
di un cavo elettrico pronto a scaricare
scintille mortali, per cancellare fragili ologrammi
apparsi fra le righe di una poesia.
Avrei preferito andarmene io,
anziché restare qui a contemplare il tramonto
della luna, chiedendomi perché
riesco ancora a immaginare sfumature
che io sola vedo, inossidabili ai ricami
del tempo e alle sue fole.
È il mio pensiero malato
che insiste a parlare con te,
ma non ci faccio più caso:
è un monologo sussurrato
ai vetri di una finestra sigillata,
attraverso la quale rimbalza ostinata
la mia stessa voce, ad attenuare
una follia che rosicchia la mia mente,
come un topolino affamato...
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L'autore
Nemesis Marina Perozzi
Nella mia alquanto lunga vita ho avuto, e ho tuttora, tre grandi amori: la musica, la fotografia e la scrittura, ma le poesie mi hanno sempre messo in ansia. Al solo pensiero di dover cancellare una parola, una virgola, un segno di punteggiatura, sudo freddo. Mi sembra di abbandonare dei figli miei, facendo loro un tor
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