Preghiera
Caterina Zappia
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OH, mio Signore ...
ridammi quel sorso di luce
ch’io veda quel poco di sole
dormirmi negli occhi.
Era come l’erba bagnata
quel poco che avevo.
Fammi cercare
il paese abbandonato
con le mani di chi ha bisogno
di rimodellare la creta
per credere ancora.
Ascoltare la voce degli avi
veloce come un fiume.
A volte, era un tenero lago
che ammorbidiva le ombre.
Oh, mio Signore ...
regalami
quello spicchio d’orto selvaggio
attaccato alle sere,
a due stille gocce d’acqua,
ai canti verticali d’allodole,
alla grande estate
al suo letto di gemme preziose.
Ridammi, mezza parola virtuosa.
Son mie le labbra candide di giochi.
Corro, corro, pulcino spaventato
come quelle piume che videro il passato
ritornare.
©
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L'autore
Caterina Zappia
Caterina è nata a Parigi, fra il profumo di cioccolato amaro e la musica di Édith Piaf .Scrive poesie fin dalla sua tenera età. Scrive versi perchè sono loro a farla sentire viva ed amata, sono frammenti di se, di giorni passati, frammenti di sogni e di ricordi che si annidano nella sua anima. La tristezza, la solitu
Commenti (1)
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Antonio Biancolillo7 agosto 2015
L'eterna ricerca e crescita di un rapporto con "Sorso di Luce" che illumina il cammino, tra quelle nebbie che portano a smarrirsi, ma necessarie per la forgiatura alla quale siamo chiamati... cercando quelle strade abbandonate... Versi che trasmettono tutto il desiderio di una mano che vuol essere stretta e guidata dalla Sua... Belle le metafore... molto apprezzata...

