Cenere
Cenere sui capelli,
come petali bianchi,
chiedi perdono al tempo.
Gli artigli dell’ amore
sanguinoso sigillo sui tuoi fianchi.
Te ne resti in ginocchio
preghiera sofferente
dura e fredda, la terra
che sfiori con la fronte..
Sotto vesti strappate
marchio a fuoco sul cuore.
Gira, gira la vita
tra le tue dita stanche
tu distogli lo sguardo
per non vederla andare
e raccogli le lacrime
lucide come seta
nel tuo calice antico
dove evapora gioia
tra gocce di dolore.
Senz’anima, lo sai,
forse puoi respirare
senza le tue paure
forse non puoi dormire
senza sogni segreti
forse non puoi volare
e le ali..le ali incatenate
nel fuoco perderai.
Sbarrate, le tue porte
a lutto le hai addobbate
oro e rosso il tuo velo
sulla veste preziosa
onore ad una festa silenziosa.
Stanotte arriva, finalmente, la morte,
ad asciugare il cielo.
©
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L'autore
Leaf
Marina: un nome un destino... Nata tra le nebbie milanesi, sono approdata, seguendo il vento del caso, in una piccola città di mare, all'estremo ponente ligure. Da sempre innamorata delle parole, qualsiasi forma assumano, ne ho fatto ragione di vita e professione. Laureata in architettura, lavoro da sempre nel campo
Commenti (3)
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Marco Canonico Baca81759 agosto 2007
Molto, molto bella, per immagini, lessico, costruzione.Si legge benissimo e con gran passione.Molto piaciuta.
Paolo Ursaia9 agosto 2007
Marina cara... mancavano le tue rime piene di pathos, elegante, delicato, ma pathos...
M
Manuela Magi9 agosto 2007
Amare parole rendono la tua poesia colma di fascino da leggere ripetute volte.Molto ma molto bella.


